L’elezione del Presidente della Repubblica Italiana

Pubblicato il 19 gennaio 2015


Il 14 Gennaio 2015 Giorgio Napolitano ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Repubblica.

E ora cosa succede?

Trattandosi di dimissioni volontarie e non di naturale termine del mandato, questo periodo di transizione è regolato dall’articolo 86 della Costituzione, il quale prevede che ad esercitare temporaneamente le funzioni del Capo dello Stato sia il Presidente del Senato.

Pietro Grasso
, infatti, è ora Presidente supplente della Repubblica e manterrà tale incarico fino al giuramento del nuovo Capo dello Stato.  Grasso è già insediato presso il suo ufficio a Palazzo Giustiniani nella sala della Costituzione (dove venne firmata la Carta costituzionale).
Nella stessa sede anche Giorgio Napolitano, ora presidente emerito della Repubblica e senatore a vita, ha di diritto un suo ufficio.
Con Pietro Grasso supplente della presidenza, la gestione dell’assemblea di Palazzo Madama viene affidata a Valeria Fedeli (Vice Presidente del Senato).

Come verrà eletto il prossimo Capo dello Stato?

L’articolo 83 della Costituzione italiana stabilisce che il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato.
Per garantire un consenso il più possibile esteso intorno a un’istituzione di garanzia, l’elezione del presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea.
A partire dal quarto scrutinio, è sufficiente la maggioranza assoluta.

Nello specifico, i cosiddetti grandi elettori del Presidente della Repubblica sono 1009: 630 deputati, 321 senatori e 58 designati dai consigli regionali.
Il prossimo 29 gennaio, data in cui è stato convocato il Parlamento per l’elezione del nuovo Capo dello Stato occorreranno 672 voti favorevoli nelle prime tre votazioni, 505 dalla quarta.

L’articolo 84 della Costituzione stabilisce che può essere eletto presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici.
Il ruolo di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.
L’assegno e la dotazione del presidente sono determinati per legge.