#partecipoperchè: la mia esperienza in Perù

Che cosa ne pensate della partecipazione attraverso il volontariato?
Macbriguz racconta una sua esperienza personale:
 
LA MIA ESPERIENZA IN PERU'
La partecipazione è molto più importante della sola presenza. Questo vale per qualsiasi cosa nella vita e sicuramente quando parliamo di volontariato.
Posso affermarlo avendo avuto varie esperienze in prima persona, come quella avuta in Perù quest’estate.
Grazie ad alcuni contatti con una congrega di consacrati che opera nel Sud America, sono entrato a far parte di una comunità di volontari di età dai 14 ai 18 anni.
Il nostro raggio di operazioni era molto ampio, lavoravamo nelle favelas e nei villaggi poveri dell’entroterra.
Abbiamo costruito case prefabbricate, un parco giochi in un asilo e abbiamo portato il nostro sorriso prima in una scuola per bambini disabili, poi in un ospedale infantile.
Le sensazioni che ho provato sono difficili da descrivere, la loro semplicità nei gesti e la loro gentilezza non mi hanno fatto mai sentire uno straniero, bensì uno della famiglia. Sebbene non possedessero molto, riuscivano a mettercelo a disposizione sempre.
Il lavoro era certamente faticoso, estenuante e soprattutto nuovo per molti di noi, ma era compensato dalla soddisfazione e dai ringraziamenti delle persone.
Non potrò mai dimenticare i visi sofferenti e allo stesso tempo felici dei bambini malati che ho assistito all’ospedale di San Francisco.
Questo tipo di esperienza mi ha fatto riflettere sulla superficialità che ho sempre avuto nella mia vita e quante cose ho dato per scontato, come la casa, la famiglia e i divertimenti, valorizzando l’aiutarsi a vicenda e la collaborazione tra le persone di diverse lingue.
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Data: 17 aprile 2014 · Categorie: Partecipoperchè · Tags: , ,