#partecipoperchè: conoscere per giudicare

Quanto è importante per voi conoscere per farvi un’opinione?
  Litz risponde così...
CONOSCERE PER GIUDICARE
Per esprimere un giudizio è necessario conoscere, poiché la nostra valutazione sfocerebbe nell’arroganza se avessimo la presunzione di avanzare delle conclusioni senza essere realmente informati sull’argomento in questione.
Che si tratti di un fatto privato o di un evento di dominio pubblico, che susciti il minimo interesse locale o scateni il fermento mondiale, il meccanismo che le persone attuano per poter formulare una propria visione al riguardo, è sempre il medesimo: informarsi e documentarsi, prima di giungere a conclusioni troppo affrettate.
Ciò non significa che dovremmo lasciarci influenzare dalle idee altrui e, poiché è estremamente facile che la nostra mente si conformi e finisca per accettare incondizionatamente la versione proposta da altre persone, dobbiamo imporci l’obiettivo di non lasciarci manipolare da tutto ciò che osserviamo ed ascoltiamo.
Ad esempio, se un giornalista sfodera l’arma della persuasione e scrive con esasperata ispirazione, proprio affinché la sua parola susciti un sentimentalismo sfrenato nel cuore dei lettori, allora dovremmo preservare la nostra libertà di pensiero, schermandoci con la barriera dell’oggettività.
Leggere quante più fonti abbiamo a disposizione ci svincola dalla soggezione, conferendoci il potere di osservare il mondo attraverso i “nostri occhi”.
Spesso, non possiamo volgere direttamente lo sguardo verso ciò che può suscitare interesse. La vastità del nostro pianeta non permette di recarsi personalmente nei luoghi legati alle vicende umane, eppure abbiamo la possibilità di sfiorare la realtà del posto, anche se essa si trova a chilometri di distanza da noi: il mondo è interconnesso! Forse ciò è l’aspetto meno cubo della globalizzazione. I mass media ci offrono un servizio fondamentale, infatti il loro lavoro contribuisce alla formazione della coscienza della realtà nell’uomo moderno.
Valutare non comporta la semplice formulazione di un giudizio, ma tali sentenze devono essere rette da opportune e ragionevoli motivazioni. A volte sottovalutiamo il peso di affermazioni superficiali, che decidiamo di comunicare solo per esaltare la nostra personalità e rafforzare il nostro “spessore culturale o morale”, pensando che in tal modo possiamo emergere dalla mediocrità della massa. Ciò è sbagliato.
Ignorando, ci priviamo della possibilità di formulare un nostro pensiero e di estrapolare quello che riteniamo più veritiero e fondato dalle parole altrui. Ignorando, rischiamo di diventare ciechi dinnanzi alla verità.
  ilquotidianoinclasse.quotidiano.net/
Data: 20 aprile 2014 · Categorie: Partecipoperchè · Tags: , ,