#partecipoperchè: tutti sulla stessa barca

Stilate un decalogo dei diritti e doveri dei giovani
 
Ecco quello che ci racconta Lizzi:
 
Tutti sulla stessa barca

Due parole molto semplici, diritto e dovere.
Immaginiamoci due sponde di un fiume, da una parte ci sono alcune persone, dall’altra delle altre; in mezzo una barca, con un uomo anziano, il volto coperto di rughe, ognuna raffigurante un anno della sua vita.
Bene, dopo una giornata di scambi di opinione e di discussioni tra i due gruppi l’uomo si accorge di un particolare che ha reso le conversazioni sbilanciate e allora dice ad alta voce una frase che fa zittire tutti. “Se hai un diritto, hai anche un dovere da svolgere. Non puoi solo ricevere e non dare niente. Al contrario, se hai un dovere, hai anche un diritto, perché non solo puoi subire.”
Gli egoisti, convinti di avere tutti i diritti e nessun dovere e incapaci di vedere i diritti altrui, si mettono a ridere e se ne vanno, convinti delle loro ragioni .
L’uomo della barca scuote la testa, con disappunto e se ne va in direzione opposta, remando lentamente.
Quello che l’uomo anziano voleva dire è molto semplice, ma solo chi vuole capire e intendere riesce ad accettarlo.
Se tu, persona pari a me, hai un diritto, vuol dire che ce l’ho anch’io.
Se tu, persona pari a me, hai un dovere, vuol dire che ce l’ho anch’io.
Siamo tutti uguali, in un unico mondo.
Parliamo lingue diverse, non abbiamo tutti la pelle dello stesso colore, ma non per questo vuol dire che dobbiamo comportarci in modi differenti.
Quindi, se tu puoi avere un’azione positiva verso di te (un diritto) perché non svolgi la stessa azione verso gli altri? E se tu fai molte cose perché sei costretto (un dovere), perché invece io non le faccio?
E’ un ragionamento complesso che si è creato nella mia mente e di cui non so se ho reso bene l’idea… il concetto è che i diritti e i doveri dovrebbero metterci tutti su una stessa barca e non continuare a tenerci su due sponde diverse.
So che è un’utopia, perché chi pretende di avere dei diritti, a volte, non compie i propri doveri e al contrario, chi compie i propri doveri, spesso non possiede diritti.
Sembra una cosa stupida, dovrebbero esistere persone che abbiano pari doveri e pari diritti, ma non è così.
Al mondo c’è chi ha solo diritti e c’è chi ha solo doveri.
Noi giovani siamo la generazione futura, il domani del mondo, della vita.
Siamo coloro che hanno in mano il proprio destino, che devono ancora affrontare la propria strada e cercare di darle una via.
E allora dobbiamo difendere quei valori che noi nati in occidente diamo per scontati, ma scontati non sono. Come ci insegna la storia vissuta dai nostri nonni e le drammatiche vicende che spingono sulle nostre sponde miglia di giovani meno fortunati.
Dobbiamo difendere e far si che siano rispettati da tutti i diritti fondamentali: alla vita, alla pace, al rispetto della persona, alla salute, alla famiglia, allo studio, al lavoro.
Ma allo stesso tempo abbiamo il dovere di rispettare le idee, il credo degli altri.
E’ un gioco difficile, un equilibrio precario, che diventa tanto più difficile quanto più lontane sono cultura, religione, struttura politico-sociale. Una speranza per le generazioni future forse c’è.
In Europa gli ultimi sessantanni hanno abbattuto le frontiere , hanno portato i popoli, soprattutto i giovani, a conoscersi. Chi abita oltre confine non è più il nemico. E’ qualcuno che ha abitudini e lingua diverse, ma la diversità non incute più diffidenza ma desta curiosità Se questo sforzo coinvolgesse tutti, in tutto il mondo, la comprensione di diritti e doveri sarebbe via via più condivisa, uguale sia per chi sta su una sponda sia per chi sta sull’altra.
La cosa fondamentale è che sia uguale per tutti e che sia rispettata da tutti.
Ma in un mondo come quello di oggi, spesso ci si ritrova a doversene andare come il vecchio sulla barca, perché è inutile far capire a chi non ne ha voglia. Noi giovani, però, siamo la chiave di questo problema, siamo la voce che il vecchio non ha avuto per far tornare indietro i due gruppi di persone, siamo coloro che devono spiegare, che devono fare ragionare e mettere in azione le proprie aspettative e le proprie idee. Noi siamo la speranza di poter rendere i diritti e i dovere leggibili a tutti.
Il diritto è un dovere di ognuno di noi, e il dovere è un diritto che ci deve rappresentare.

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